Il fantastico viaggio che ha portato Reazione Sonora a riscoprire e a musicare alcuni tra i luoghi più incredibili della Tuscia, si conclude nella sua ultima tappa con la Cava della Pietra Santafiora, nei pressi di Vitorchiano. Questo luogo scavato dall’uomo, grazie ai suoi giganteschi blocchi di pietra, va a creare uno scenario unico che ricorda molto gli anfiteatri dove anticamente avvenivano spettacoli di ogni tipo.
Perché siamo approdati in questo luogo così particolare?
La risposta è semplice, e può essere riassunta con il termine resilienza, ovvero la capacità di un materiale, ma anche di un individuo, di affrontare e superare gli urti di un evento traumatico e complesso, proprio come è avvenuto negli ultimi due anni caratterizzati dalla pandemia globale di Covid-19.
La resilienza risiede anche nella Cava Santafiora.
Infatti le pietre che vengono estratte in questa zona hanno la caratteristica di non risentire assolutamente degli agenti esterni climatici, ma soprattutto di quello dovuti all’inquinamento umano, quali smog o piogge acide. Tutto ciò rende queste imponenti lastre rocciose adattabili ad ogni tipo di situazione ambientale e strutturale.
La Cava, perfetto esempio di architettura resiliente, diventa metafora logistica del potere che la musica ha. Essa, infatti, proprio come la roccia, erige la sua arte attraverso ogni tipo di difficoltà, riadattandosi in forme sempre nuove senza mai perdere la sua incontrastata natura emozionale. Del resto la musica è quel tipo di amore che ci permette di vedere le cose sempre da un punto di vista diverso, confluendo negli spazi e nel tempo.
A primo sguardo questo luogo può sembrare una location dominata dall’azione umana, che ogni giorno taglia e squadra i blocchi rocciosi, ma in realtà, anche in questo caso, la natura è la vera padrona. La possenza del paesaggio, con le sue gradinate che propendono verso il basso, ci avvicinano al centro della Terra, mettendoci in contatto più diretto con il nostro Pianeta. La musica esce dalla console posizionata su un grosso masso e si propaga in tutte le direzioni: verso il basso relazionandosi con l’elemento terra, e verso l’alto cercando di arrivare a tutto il mondo, anche in una situazione di totale isolamento e di non presenza di un reale pubblico.
Il cono sonoro che si va a creare rappresenta perfettamente l’obiettivo di Reazione Sonora, ovvero partire dalla natura, rispettandola e connettendosi con essa, per poi raggiungere l’esterno e quindi tutte le persone a grande distanza, sensibilizzandole su quanto sia importante ricongiungersi con le nostre radici.

