Nel corso dei mesi passati Reazione Sonora ha portato la musica in location naturali completamente prive di un pubblico, al fine di compiere un atto di rivoluzione nei confronti dell’immobilità che la pandemia globale di Covid-19 ha causato al mondo della musica e degli spettacoli in generale. L’obiettivo era anche quello di sensibilizzare le persone per ritornare alle nostre radici, riscoprire e rivalorizzare le bellezze perdute del nostro territorio.
Quelli che viviamo oggi sono tempi incerti e bui, che verranno ricordati sicuramente per la terribile guerra che ormai da più di un mese interessa i territori dell’Ucraina e della Russia. Senza voler toccare argomenti delicati che si declinano in sfere di interesse complesse, oggi vogliamo raccontarvi come la musica, anche in questo caso, ha una potenza emotiva e comunicativa indescrivibile.
Tra le immagini tremende che questo conflitto sta proponendo a tutto il mondo, la musica riesce a trasmettere speranza grazie a diversi filmati che sono circolati in rete e sui social network. Ci siamo tutti commossi di fronte ad una pianista di Kiev che, rientrata nella sua casa ormai distrutta dai bombardamenti, trova il suo amato pianoforte intatto e lo inizia a suonare, diffondendo le sue note attraverso le macerie e i detriti. Vera Lytovchenko, violinista di Kharkiv, invece, è stata filmata mentre eseguiva una canzone tipica ucraina all’interno di un bunker per rifugiati.
La musicista ha poi sostenuto: “È stato molto difficile suonare e pensare a qualcosa che non fosse la guerra. Ma ho deciso che dovevo fare qualcosa. Ora siamo diventati una famiglia in questa cantina e quando ho suonato tutti hanno pianto. Ci siamo dimenticati della guerra per alcuni istanti e abbiamo pensato a qualcos’altro”.
Un’altra scena di questo tipo, ma che forse può essere definita ancora più suggestiva ed emozionante, ci arriva grazie al violoncellista Denys Karachevtsev, il quale ha eseguito con il suo strumento alcune parti della Suite per violoncello n°1 di Bach, tra le rovine della sua città natale, Kharkiv, una delle zone più danneggiate dai bombardamenti. Il video che è stato pubblicato mostra infatti Karachevtsev intento a suonare, con alle sue spalle lo scenario spettrale di una stazione di polizia completamente distrutta.
Queste le sue parole riguardo al suo gesto: “Sono un violoncellista e cittadino di Kharkiv. Amo la mia città eroica che ora sta lottando per sopravvivere alla guerra. Credo che una volta che sarà finita potremo riscostruire la città e il paese. Da queste strade lancio il mio progetto per raccogliere fondi per gli aiuti umanitari e per la ricostruzione dell’architettura della città”.
Questi esempi di gesti così forti ed eclatanti, sono una chiara dimostrazione di quanto la musica sia il veicolo perfetto per trasmettere dei messaggi di libertà, solidarietà e rinascita nei confronti di eventi, come nel caso della guerra, ai quali è difficile dare un senso razionale. Le gesta di Vera Lytovchenko, Denys Karachevtsev e di tanti altri musicisti ucraini sono un forte segnale di profonda connessione nei confronti della loro amata terra, che in questo momento storico viene brutalizzata e violentata a causa della follia umana.
Senza ombra di dubbio la loro è una forma profonda e potente di Reazione Sonora, ed è per questo motivo che abbiamo voluto raccontare le storie di queste persone che hanno deciso di non arrendersi e di farsi strumento vivente per trasmettere un segnale di pace.
Fonte foto: Repubblica
